sabato, settembre 01, 2007
Ieri, arrivata davanti alla porta d'ingresso della mia casa, ho visto la nipote della mia vicina, in bici con un’amichetta, appoggiare una mano sul garage dei nonni, spingere e aprirlo. È stato una specie di flash back di milioni di anni, di parole, di giochi e di sguardi. Sono tornata indietro, ho visto la scena di Michael, il mio vicino, che spingeva quello stesso garage, con la stessa potenza, alla stessa altezza, ed io e mio fratello appena dietro, con le biciclette, aspettando di entrare in quel garage, mondo a parte, casa riparatrice, tomba di segreti. E prima di noi probabilmente lo facevano gli altri fratelli più grandi, i genitori o gli zii. E dopo di questa bambina, verranno i loro figli. E anche se sarà in un altro luogo, anche se questa casa venisse abbattuta, i legami di sangue esisteranno all’infinito. Tutti siamo legati. Il tempo passa, le generazioni si susseguono, così velocemente che neanche ce ne accorgiamo. Così impegnati a districarci nelle nostre vite, così ciechi a volte. E poi i bambini, la vera risorsa del mondo, i veri custodi della felicità. Che meraviglia…
Così immerse la testa e… silenzio. Un meraviglioso, penetrante, assoluto silenzio. Era un bel po’ che non faceva il bagno, preferiva la doccia, ma quel pomeriggio Emma aveva fissato la vasca stranamente attirata da essa. Era sempre stata affascinata dall’acqua. Quando era in laboratorio di chimica alle superiori, ad esempio, e doveva riempire il lavandino per raffreddare i bicchieri, si bloccava a guardare l’acqua che scorreva, ferma davanti al bancone, con gli occhi fissi. Poi, chinandosi, immergeva un dito e la agitava un po’. Creava sfumature, riflessi, forme. Si impregnava della sua freschezza, aveva voglia di berla, di farla entrare in sé. Oppure quando in cucina faceva bollire l’acqua per cuocere la pasta, accendeva sempre la luce della cappa aspirante in modo che illuminasse l’acqua e poi buttava la pasta che la colorava di riflessi gialli.
E così quel pomeriggio decise di farsi il bagno e, come in piscina, immerse le orecchie creando il vuoto dentro di sé, o meglio la pienezza della pace. Dopo un po’ cominciò a sentire gli strani caratteristici rumori: Un brusio di fondo, lo scoppiare di alcune bolle di sapone e un po’ di acqua muoversi. E poi il suo respiro, e il battito del suo cuore, che accelerava e rallentava costantemente. Poteva immaginarsi il sangue scorrere nelle vene, pulsato dal cuore, tutti gli organi in movimento, un universo di battiti e ordini creato apposta per lei, dentro di lei.
E così quel pomeriggio decise di farsi il bagno e, come in piscina, immerse le orecchie creando il vuoto dentro di sé, o meglio la pienezza della pace. Dopo un po’ cominciò a sentire gli strani caratteristici rumori: Un brusio di fondo, lo scoppiare di alcune bolle di sapone e un po’ di acqua muoversi. E poi il suo respiro, e il battito del suo cuore, che accelerava e rallentava costantemente. Poteva immaginarsi il sangue scorrere nelle vene, pulsato dal cuore, tutti gli organi in movimento, un universo di battiti e ordini creato apposta per lei, dentro di lei.
domenica, luglio 29, 2007
Oh, finalmente la solitudine è tornata in me. Posso stare da sola, posso essere costretta a stare da sola. Chissà se lo voglio veramente... Cucino torte, rileggo vecchi libri e guardo un sacco di film. Cammino più lentamente , soffro meno il caldo, mi fermo di più nei negozi. Tutto è bello, tutto torna alle sue dimensioni naturali, e tutto è silenzio, e la notte è scura. E non sono obbligata ad aprire la bocca...
venerdì, luglio 06, 2007
sabato, giugno 23, 2007
mercoledì, giugno 20, 2007
lunedì, maggio 14, 2007
giovedì, maggio 10, 2007
8. Snow
Let the snow Fall on your thrown, your thrown of dreams, your thrown of thoughts When you go for the streets, don’t look down, stare the top of the trees
Let the snow Fall on your head Fill up your mind Freeze out your tongue (tied)
Let the snow, this magic fad, cram your mouth, enter your skull, I tumble down on my knees, I hang the flurry in my gloves
Let the snow Fall on your head Fill up your mind Freeze out your tongue (tied)
I am breathing this wind through my eyes, through my skin, The darkness I’m walking in is coming in, is beckoning
Let the snow Fall on your head Fill up your mind Freeze out your tongue (tied), Let the snow Fall on your head Fill up your mind Freeze out your tongue (tied)
Let the snow Fall on your thrown, your thrown of dreams, your thrown of thoughts When you go for the streets, don’t look down, stare the top of the trees
Let the snow Fall on your head Fill up your mind Freeze out your tongue (tied)
Let the snow, this magic fad, cram your mouth, enter your skull, I tumble down on my knees, I hang the flurry in my gloves
Let the snow Fall on your head Fill up your mind Freeze out your tongue (tied)
I am breathing this wind through my eyes, through my skin, The darkness I’m walking in is coming in, is beckoning
Let the snow Fall on your head Fill up your mind Freeze out your tongue (tied), Let the snow Fall on your head Fill up your mind Freeze out your tongue (tied)
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