sabato, maggio 14, 2011

Il cuore scoppiava dal troppo ballare, le orecchie sanguinavano di troppa musica, dal non riuscire a contenere nelle vene la felicità, si restava in piedi nel fresco della notte a scrivere fino a tardi, a bruciare in quelle eterne notti, a lasciarsi ricoprire il cappello di neve, a sentirsi uscire le farfalle, a correre nell'erba alta tra il vento che ci sussurrava quanto eternamente avremmo vissuto. Il tempo non era niente, lo spazio era tutto nostro. A sperare di ridere per sempre e a finire ad ingoiare l'acqua del cesso in cui abbiamo immerso la testa.

mercoledì, aprile 20, 2011

Mettermi la crema prima di andare a letto, spazzolarmi i capelli, parlare in uno specchio che invecchia la pelle, i contorni seppia. Giornate di tisane, i manga e i brownies. Penso al potere che hai su di me, per trasformare gli orli dei precipizi in enormi campi verdi, inverti la gravità, tocco la terra, non è più freddo sotto questa coperta, gli incubi di lava e fiamme diventano sogni sicuri, il grigio e il nulla reti di cotone. Non si rompe niente, niente è fragile, né vetri né cristalli, posso dormire nel buio della notte se non mi lasci.

domenica, aprile 10, 2011

Gli scienziati descrivono il vento come risultato di pressioni diverse, come masse di aria che si spostano, no? Devono mettere tutto in parole perché devono essere sicuri di averlo imbrigliato, di averlo posseduto. Ma è molto di più il vento, è tutta la vita, è la vita di tutti. Vita che mi arriva diretta alle orecchie, talmente strillante che non riesco a sentire altro, e mi racconta attraverso le foglie dei posti lontani in cui è stata, della neve che ha sciolto, del polline che ha trasportato. E mentre apro le braccia ed inspiro sento che ci parla con me, con parole di tutte le lingue, che si infilano sotto i vestiti, sotto la pelle che pulsa di emozioni, che si lascia eccitare. So che è la natura che mi sta parlando, nascondendomi il rumore delle auto, in questa notte scura in cui siamo solo tu ed io.. ed un cane di nome Eolo.

lunedì, aprile 04, 2011

Non ricadere, non ricadere, per favore non ricaderci.. tanto so che lo farai..

mercoledì, febbraio 23, 2011

Lei e Mia raccolsero tutte le loro cose e partirono. Finalmente smetteranno di sentire quella cosa che qua manca sempre. Lasciano dietro tutti i massi, tutti i pesi, tutto il fango. Non ricorderanno più niente, né cadute, né lacrime. Mi lasciano qui, perché io non ho il coraggio di partire, perché nessuno viene con me.
Il silenzio rimbomba tutt'attorno al mio letto, un mare d'onde sibilanti in tutta la città. Persone che riescono a spegnersi controllando i battiti, a restare sporchi e a convincersi di essere felici attraverso il nulla.. Ma io sento solo i perché di tutto

martedì, febbraio 08, 2011

In balia di tutte quelle persone che ti spingono via, ti guardo con impotenza venir cancellata, schiacciata ed annientata, hai perso ormai tutte le radici, fatta rimbalzare da questo mondo da cui non riesci a ribellarti, in un crisi che non riesci a sbrogliare. Non riesci a piantare i piedi, non riesci ad ascoltarti, ormai talmente impegnata da non saper più a dove appartieni, da non sentirti più a casa in te stessa, da non trovare più il tuo scudo. Hai solo bisogno di ritrovare la magia e la bellezza che solo pensi di aver perso.

lunedì, gennaio 03, 2011

Posso vedere, posso immaginare, posso percepire sprazzi di felicità. Mi arrivano alle orecchie sotto forma di eco che viaggiano nel vento, trasportati come polline, mi arrivano come note di chitarra che rimbalzano fra i condomini, accordi in minore che toccano vecchie sensibilità, alle stesse frequenze del cuore. Li trovo in vecchi film del pomeriggio, nell'abbaiare di cani, nel buio che arriva presto d'inverno, nelle foglie che cadono, nel frinire delle cicale, nelle onde del mare che continuano a tornare a riva. E nelle parole che sto scrivendo. E fa tutto un male cane. Una volta collezionavo gli sprazzi in piccoli contenitori, chiusi e sigillati. E ora con l'aria aperta sono evaporati tutti.

sabato, dicembre 25, 2010

Sono quei momenti, quelli in cui la così chiamata pura felicità mi sgorga da ogni arto. Sono quelli i momenti in cui vorrei morire di più. Il resto del tempo vorrei semplicemente sparire dal mondo dissolvendomi tra le lacrime.

sabato, dicembre 11, 2010

La mia pelle nera si sgretola, cade come blocchi di vernice da crepe nel muro, floscia pezzo dopo pezzo, puzzo come un cadavere in putrefazione in una gabbia d'oro, pezzi di cristallo che fracassano al suolo, contro finte libertà che nascondono interi iceberg, disciolti, andati, partiti.. posso fare quello che preferisco di questa me stessa che non sa più specchiarsi.. tanto ghiaccio è quello che rimane